Bene, le mie, appena arrivato a Londra erano pari a zero. Ok, avevo esperienza per quanto riguarda la vendita in negozio e le consegne. Però lì dov’ero non mi serviva praticamente a nulla. Anche perché se consideriamo il mio livello d’inglese che avevo a quei tempi, beh, non ero messo molto bene.

Trovare lavoro a Londra non è per nulla complicato. Ci s’impiega mediamente una settimana e mezza. Non è necessario passare giorni e giorni davanti al PC. Non bisogna cercare su svariati siti il lavoro più comodo e più pagato che si possa trovare. Basta munirsi di CV.

Se non puoi stamparlo a casa, mettilo su una chiavetta USB. Poi, vai in uno dei mille Internet point in zona. Con un costo di circa cinque sterline stampi una ventina di curriculum. Inizi a distribuirli a rastrello. Camminando in giro per Londra, trovi spesso annunci di ricerca personale. Questi avvisi sono appesi alle vetrine di negozi, ristoranti e bar.

Da quando iniziai a distribuire CV, mi ci volle solamente una settimana a trovare il mio primo impiego. Non ne distribuii moltissimi. Forse una decina.

Dovevo partire nuovamente da zero. Secondo te, cosa può fare un ragazzo di ventiquattro anni appena arrivato a Londra, con un inglese praticamente nullo?. Ovviamente il lavapiatti in ristoranti italiani! Il famoso kitchen porter.

Niente di male intendiamoci. Però mi sono ritrovato in una realtà a me totalmente sconosciuta. Prima di quel giorno, non l’avevo mai neanche presa in considerazione.

il mio primo lavoro a Londra

La ristorazione a Londra

Un mondo che viaggia a una velocità doppia rispetto a quella di quasi tutti gli altri lavori. Le giornate passano veloci come se fossero minuti. Da che ero appena arrivato in questa grande città, eccomi li. Sono già passati sette mesi senza che neanche me ne accorgessi. Per forze ovvie, almeno per come funziona a Londra. con un po di impegno e voglia di crescere, da lavapiatti sono passato ai fornelli. Beh, non proprio ai fornelli. Diciamo più che altro ai piatti freddi.

Mi sono ritrovato catapultato a preparare dolci, antipasti e alla preparazione generale per la cucina. Ho lavorato con degli alimenti che neanche conoscevo. Inoltre, per complicare le cose, li chiamavano anche con il loro nome inglese. Non ho mai saputo nulla di cucina e mai mi era interessato. Ho fatto non poca fatica per imparare quel mestiere e i suoi trucchetti. Nonostante fosse un mondo del tutto inesplorato e frenetico, ci ho trascorso altri due anni.

Furono anni strani. Il primo anno lavorai in centro a Londra e mi trovai malissimo, soprattutto per i colleghi. Ero a più di un’ora da casa e finivo all’una di notte. Pensare al tempo da passare tra metro e bus mi faceva stare malissimo. La mattina alle nove dovevo già essere lì, allora mi feci trasferire più vicino a casa. Lavoravo in una compagnia con circa quattordici ristoranti ai tempi, allora ne approfittai. Così avevo solo venti minuti di bus, un notevole cambiamento.

Ti voglio invitare a leggere il blog sulla decisione del trasferimento a Londra. Così avrai un quadro più completo della situazione che stavo passando in quegli anni.

Vado a vivere a Londra

Uno stile di vita migliore

Iniziai a lavorare in questo ristorante situato all’interno di un centro commerciale. Era uno dei più grandi e affollati di Londra. Dato il ritmo che dovevamo mantenere, sembrava più un fast food che un ristorante. Durante il periodo natalizio, lavoravo anche quattordici ore al giorno. Lavoravo dalle 9 del mattino all’una di notte, con due ore di pausa distribuite nella giornata. Servivamo anche 1000 clienti al giorno. Era un inferno. Tuttavia, eravamo un bellissimo team. Questo rendeva il lavoro più veloce e sereno.

Dopo tutte queste ore di lavoro, avevamo ancora la forza di ritrovarci fuori dal centro commerciale a fine turno. Ci sedevamo per terra dopo avere preso qualcosa da bere al negozietto all’angolo. Rimanevamo lì a parlare a volte anche per ore, senza sentire stanchezza, freddo, caldo. Eravamo lì, tutti insieme a ridere e scherzare anche fino alle tre di notte. Lo facevamo sapendo che avremmo dormito forse quattro ore. Poi ci ributtavamo in quella frenetica cucina per un altro turno massacrante.

Terminati i circa due anni e mezzo in questa compagnia, avevo bisogno di staccare da tutta questa frenesia. Non ne potevo più. Un bel giorno presi una decisione. Forse era la più pazza che potessi mai prendere: mi licenziai. Tornai in Italia un mese e organizzai un bel viaggio. Preparai la mia bicicletta e ripartii verso Londra. Attraversai tutta la Svizzera e la Francia pedalando, a volte con l’aiuto di qualche treno. Trascorsi quindici giorni in totale solitaria in giro per l’Europa.

Qui il video su Youtube.

Un uomo in bicicletta lungo un lago, con attrezzatura da campeggio e il testo 'MILANO - LONDRA' sopra l'immagine.

Un salto di qualità

Una volta tornato nella capitale inglese cercai lavoro. Lo trovai subito in un altro ristorante Italiano a circa quattro minuti di pedalata da casa. Non mi fermai moltissimo lì, solamente sette mesi. Era un ambiente tossico e troppo dittatoriale. Ci rimasi solamente il tempo di tirare su qualche soldo. Dopo essere ritornati da un viaggio in Thailandia, capii che quello non era il mio posto.

Così dissi BASTA! Capii che la ristorazione mi stava portando via il tempo in modo subdolo e ignobile. La vita molto frenetica di Londra di certo non aiutava. Ero appena arrivato e senza neanche rendermene conto, avevo già passato tre anni in varie cucine in giro per Londra. Il mio inglese ti starai chiedendo??

ANCORA PESSIMO.

Ok che ormai erano passati anni dal mio arrivo a Londra. Il problema è che lavoravo sempre in cucina in ristoranti Italiani. Puoi solo immaginare quante occasioni avevo di parlare inglese.

A quel punto decisi di dare una svolta completamente alla mia vita lavorativa. Pur avendo un inglese ancora pessimo, decisi di buttarmi a fare il commesso in un negozio di vestiti. Era un altro mondo. Mi presero, nonostante il mio pessimo inglese. Mi ritrovai in non poche difficoltà. Ero obbligato a parlare inglese otto ore al giorno. Volente o nolente, LO DOVEVO PARLARE. Non ti puoi immaginare che fatica immane ho fatto agli inizi. I miei supervisori mi chiedevano di fare qualcosa. Risposi di sì. Dopo due minuti tornai da loro per farmi ripetere perché non avevo capito.

Nuove prospettive a Londra

Sai, sono proprio in quei momenti di difficoltà che esce tutta la nostra forza. Ho messo tutto me stesso per riuscire ad aumentare il mio livello d’inglese. Ce l’ho fatta alla grande. Ho imparato più in sei mesi che nei ristoranti in tre anni.

In quel negozio ci rimasi per altri due anni. Feci carriera passando da commesso a supervisore. Solo un anno dopo diventai manager. Mi occupavo dell’intera gestione del negozio. Fu un’esperienza che mi ha fatto crescere tantissimo. Ho acquisito moltissima sicurezza in me e nelle mie capacità. Inoltre, ho elevato il mio livello d’inglese.

Londra è davvero tanto frenetica. Bisogna solo trovare il giusto equilibrio tra vita e lavoro. Io ci ho messo tre anni, ma alla fine l’ho trovato!

La morale della favola è questa: ci si deve buttare in nuove sfide. Anche sapendo fin dall’inizio che ci creeranno difficoltà. Tuttavia, queste esperienze ci aiuteranno a crescere. Esse ampliano il nostro bagaglio d’esperienza e conoscenza.

Buttati sempre, OSA, e ricordati, ciò che non spezza rinforza!

Prosegui la storia: Vivere a Londra, la nostra esperienza →

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