
Come ho perso l’imbarazzo a meno dieci gradi, e le due regole che ho disimparato
Meno dieci gradi. Una panchina di legno all’aperto, qualche appendiabiti, la neve tutto intorno. E io, in mutande, a chiedermi cosa ci facessi lì.
In testa mi rimbombavano due regole che mi avevano insegnato da piccolo:
“Non fidarti di nessuno.”
“È scandaloso farsi vedere in mutande.”
Me le sentivo ripetere da tutti: nonni, genitori, parenti, persino qualche amico. E per anni le ho portate dentro di me, senza mai chiedermi se fossero davvero mie o solo un riflesso dei pensieri altrui.
Quel pomeriggio, a pochi minuti di metro dal centro di Helsinki, alla Sompasauna, tutte e due hanno smesso all’improvviso di avere senso.
In breve
Quando
Febbraio 2026
Dove
Sompasauna, Mustikkamaa (Helsinki)
Come
Metro + bus + 10 minuti a piedi
Costo
Gratis
Quando pensavo alla sauna finlandese, immaginavo un centro termale con tutti i comfort. La Sompasauna è un modo molto diverso di viverla: una sauna gratuita e autogestita nel bosco, dove chi arriva può contribuire a tenere accesa la stufa. E poi, se vuole, uscire nella neve e immergersi nel mare ghiacciato, in costume, in mutande o completamente nudo.
Per i finlandesi la sauna è una vera e propria cultura: nel paese ce ne sono più di tre milioni, su circa 5,6 milioni di abitanti, e dal 2020 è patrimonio UNESCO. Per me è diventata una piccola lezione: certi concetti che ci portiamo dentro non è detto che siano giusti solo perché “abbiamo sempre fatto così”.
Una sauna nel bosco, dentro Helsinki
A fine febbraio 2026 io ed Eva eravamo in esplorazione in Finlandia e, in un pigro pomeriggio, abbiamo deciso di andare a vedere questa sauna nel bosco: Sompasauna.
È gratuita e non c’è personale: nessun biglietto, nessuno all’ingresso. L’unica regola che abbiamo percepito è una.
Il rispetto.
La legna è accatastata lì vicino e chiunque può prenderla per alimentare la stufa. Da quello che abbiamo visto, sono le persone del posto a tenere la catasta rifornita.
Interessante.
Per arrivarci abbiamo preso la metro dal centro di Helsinki: in soli dieci minuti ci ha portato alla fermata di Kulosaari.
Da lì, altri dieci minuti di bus fino all’imbocco della strada sterrata che porta alla sauna.
Appena scesi dal bus, è stato come entrare in un mondo parallelo: tutto era silenzioso, neve ovunque. Eppure eravamo ancora a Helsinki.
Abbiamo iniziato a incamminarci lungo questa stradina innevata che ci ha condotti dritti nel cuore del bosco.

Dopo altri dieci minuti di camminata super rilassante, siamo arrivati a un piccolo complesso di cinque o sei casette, costruite completamente in legno.
Una era la sauna, poi c’erano un paio di tettoie con sotto dei divanetti e un dondolo, e un’altra chiusa: credo fosse il deposito dei materiali o qualcosa del genere.

Spogliarsi a meno dieci gradi
Prima di entrare in sauna, ovviamente, bisogna cambiarsi.
Un vero spogliatoio? Non c’era. Solo delle panchine sotto degli appendiabiti, all’aperto, a meno dieci gradi, e un angolo coperto, sempre all’aperto, per chi voleva un po’ di riparo. Ci si cambiava lì, uomini e donne, davanti a tutti.
E mentre una parte del mio cervello andava a ripescare un vecchio insegnamento, “Non posso spogliarmi davanti agli altri, è uno scandalo”, mi sono voltato e ho visto un uomo sulla quarantina che passeggiava nella neve completamente nudo. È andato a sedersi sul dondolo e ha iniziato a suonare la chitarra, come se fosse una cosa del tutto normale.
Beh, per lui lo era.
Mi sono ricordato subito che le paranoie vivono nella nostra testa: in quel contesto era assolutamente normale cambiarsi davanti agli altri e andare in giro come mamma ci ha fatto.
Il mio subconscio aveva creato una scusa: “Non ho portato il costume, non posso fare la sauna”. Mi stavo autoconvincendo a credere alla mia stessa scusa: “Non posso andare in giro in mutande”.
Ma dopo la scena appena vista, ho capito che era solo una mia paranoia.
“E se mi rubano le cose?”
Ecco un’altra paranoia.
Intorno a noi, zaini e vestiti restavano sulle panchine senza che nessuno ci facesse caso.
C’erano anche degli armadietti e avevamo un lucchetto con noi, quindi ne abbiamo approfittato per chiuderci dentro telefoni e documenti.
Non che non ci fidassimo, ma una piccola parte di “non si sa mai” vive sempre dentro di me.
Non nego che spogliarsi a meno dieci gradi non sia stato facile, ma nel giro di due minuti eravamo dentro la sauna.
E sorpresa: NESSUNO ha fatto caso al fatto che fossi in mutande. Mi parlavano in modo del tutto normale, non mi vedevano come qualcuno da giudicare e criticare solo perché giravo in mutande.
Maledette paranoie.
Le paranoie vivono nella nostra testa.
La sauna era piccolissima.
Capienza massima: sei persone. Era un’unica stanza, tutta in legno, con tre vetrate sui lati e una stufa incandescente che portava la temperatura a ottanta gradi.
🔥 Lo sapevi?
- 80-90 gradi è la temperatura normale di una sauna finlandese.
- Löyly è il vapore che si alza quando si getta acqua sulle pietre bollenti. In origine la parola voleva dire “spirito, respiro”.
- Avanto è il buco nel ghiaccio in cui ci si immerge dopo la sauna.
Dopo qualche minuto lì dentro siamo usciti e, ti assicuro, non sentivo per niente freddo: mi sono ritrovato a passeggiare in mutande in mezzo a questo bosco innevato, stando bene come se fossi vestito.

Il tuffo nel mare ghiacciato
Ora viene il bello: il mare ghiacciato.
L’idea che avevamo era di rimanere immersi per circa trenta secondi, tornare in sauna e ripetere, magari per cinque giri.
Dopo aver sconfitto le paranoie che avevamo, ci siamo decisi.
Se devo essere onesto, Eva è stata molto più coraggiosa di me: lei si è immersa fino alle spalle, io solo fino a metà coscia.
Non sono un amante dell’acqua e, per questa mia fissazione, ho perso l’occasione di vivere l’esperienza al 100%.
Me la sono comunque goduta al 98%: l’immersione completa sarebbe stata la ciliegina sulla torta.
In quel momento ho capito quanto un fastidio apparentemente piccolo possa condizionare un’esperienza.


Una volta uscito dall’acqua, il freddo si sentiva eccome.
Il vento non aiutava di certo: ci eravamo appena immersi nel mare ghiacciato e davanti a noi c’era una distesa di ghiaccio.

Sono tornato in sauna il prima possibile.
Dopo dieci minuti lì dentro, il contrasto con il gelo sembrava quasi irreale. Sono uscito di nuovo in mutande in mezzo alla neve: una sensazione di libertà mai provata prima. Mi sentivo sereno, in pace con me stesso.
E pensare che stavo quasi per ascoltare quella vocina (che abbiamo tutti) che mi diceva di lasciar perdere, che non sarebbe stato niente di che. Per fortuna ho SCELTO di non ascoltarla. E oggi sono fiero di essermi buttato, anche se non del tutto.
Quel 2% che manca è rimasto lì, nel mare ghiacciato. Non ho paura dell’acqua, so anche nuotare: semplicemente non mi piace bagnarmi. Ed è bastato un fastidio così piccolo a frenarmi.
E tu, Giuvinot? Qual è la paura, o il fastidio, che vorresti sconfiggere?
Scrivilo nei commenti.
Guarda il video: la Sompasauna e il tuffo nel Baltico ghiacciato
Sompasauna: cosa sapere prima di andare
📍 Info pratiche
- Dove: Kansanpuistonpolku 5, Mustikkamaa, Helsinki
- Come arrivare: metro fino a Kulosaari (circa 10 minuti dal centro), poi bus e un tratto a piedi su sterrato
- Quanto costa: è gratuita. La gestisce un’associazione di volontari: se ti è piaciuta, puoi lasciare una donazione
- Orari: sempre aperta e senza personale. La stufa la tieni accesa tu, con la legna della catasta
- Com’è: sauna mista, abbigliamento facoltativo (costume, intimo o niente)
- Spogliatoi: non ci sono spogliatoi chiusi: panchine e appendiabiti all’aperto, un angolo coperto e qualche armadietto (il lucchetto lo porti tu)
🎒 Cosa portare
- Un lucchetto per gli armadietti
- Asciugamano
- Ciabatte
- Qualcosa di caldo per dopo
🤝 Regole del posto
- Rispetto prima di tutto
- Niente foto alla sauna
- Tolleranza zero per le molestie
- Le regole non scritte, quelle che nessuno ti spiega, sono nel Kit sul campo
Nel Kit sul campo trovi anche il rituale della sauna passo per passo, altre cinque saune pubbliche di Helsinki e il piccolo glossario finlandese. Scaricalo gratis ↑
⚠️ Acqua gelida: prima di tutto la sicurezza
L’acqua gelida non è una prova di coraggio. Non entrare da solo, entra piano e respira con calma, esci se ti manca il fiato o ti gira la testa, niente alcol prima. Se hai problemi di cuore o di pressione, o sei in gravidanza, chiedi prima al medico.
📚 Altre regole che ho disimparato
- In pigiama a Londra: la regola di mia nonna e la paura del giudizio
- Convivere in casa di uno sconosciuto: un’altra storia di fiducia
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