Oggi voglio condividere con voi un’avventura. Una pedalata in solitaria. Senza dubbio il viaggio più significativo che abbia mai intrapreso nella mia vita. Possiamo dire che è stata la mia prima e autentica avventura. Questo viaggio ha dato vita alla mia più grande passione, quella del viaggiare.
Era il 2016, e da due anni vivevo a Londra con Eva. Il mio lavoro mi assorbiva quasi interamente. Sia fisicamente che mentalmente. Per circa 55/60 ore a settimana mi trovavo rinchiuso in una cucina, tra pentole e fornelli. Il poco tempo libero che mi rimaneva lo passavo su Youtube, guardando video di persone che facevano cose folli.
In quel periodo della mia vita non avevo hobby, né passioni, né interessi particolari. Il periodo che amichevolmente definisco “la mia crisi dei 25 anni”. È quel momento in cui non sei più un ragazzo, ma non sei ancora un uomo. Sei in una sorta di limbo. Devi scegliere la tua strada e creare il tuo futuro facendo ciò che ti piace veramente.

Il problema era che non avevo la minima idea di cosa mi piacesse fare. Mi stavo lasciando trascinare in una sorta di spirale depressiva, richiudendomi della mia zona di comfort e rifiutandomi di uscirne. Le ore passate davanti allo schermo diventarono giorni. I giorni si trasformavano in settimane. Dopo un periodo non chiaramente definito, mi resi conto che non stavo vivendo, ma solo sopravvivendo. Avevo messo il pilota automatico alla mia vita.
L’importanza del scegliere
Decisi quindi di compiere una scelta drastica. Questa scelta avrebbe cambiato la mia vita per sempre. Decisi di uscire dalla mia comfort zone. Scelsi di sognare in grande, più grande di quanto avessi mai immaginato. Sentivo il desiderio di fare qualcosa di così folle che mi avrebbe dato una scossa morale. Questo mi avrebbe svegliato completamente e mi avrebbe spinto a uscire una volta per tutte dalla mia bolla di sicurezza.
Ma il problema è che non sapevo ancora cosa. Pensai di emulare i video che vedevo su Youtube. Guardavo gente che faceva Parkour in modo esagerato. Saltavano da un tetto ad un altro. Ma ci sarebbero voluti mesi prima che imparassi le tecniche giuste. Io avevo bisogno di qualcosa di più immediato.
iniziai a pensare a tutte le opzioni più adrenaliniche possibili: Paracadutismo, bungee jumping, Parapendio, volare con la tuta alare.
Ma anche li, o richiedevano troppo tempo per imparare, o sarei comunque dipeso da altri.
NO. Non era quello che stavo cercando.
Poi dopo i mille video passati, venni a conoscenza di un ragazzo. Gabriele Salucci. Grazie a lui trovai l’ispirazione, passai circa un mese ad organizzare il viaggio della mia vita. Dopo di che mi licenziai, tornai in Italia per un mese e preparai la mia bicicletta. La mia intenzione era attraversare tutta l’Europa, dal nord Italia fino a Londra. Completamente da solo in sella alla mia bici.

Volevo provare qualcosa di completamente estraneo alla mia visione della vita. Mettendomi volontariamente in situazioni che mi avrebbero fatto entrare in crisi con me stesso. Questo era il mio obiettivo. Organizzai la pedalata nei minimi dettagli.
Creai una tabella divisa in giorni. La tabella aveva scritte tutte le tappe e i chilometri da percorrere giornalmente. In alcuni tratti mi ero anche stampato un percorso da Google Maps che usavo come mappa.
Che la pedalata abbia inizio
Dopo circa due mesi di preparazione totali, uno su carta e uno sul campo, partii. Era giugno 2016, ai tempi non avevo alcuna connessione internet all’estero, ciò rese il viaggio ancora più avventuroso.
La prima grande sfida fu attraversare le Alpi Svizzere. Partendo dal paesello dove sono cresciuto, Taino, in provincia di Varese. Ad un livello di 200 metri sul livello del mare, sarei arrivato fino ai 2500 metri.
Per poi riscendere ai 1100 metri nel Canton Ticino, La parte Italiana della Svizzera.
Per poi risalire nuovamente a 2000 metri. Oltrepassare la vetta e riscendere a 800 metri. Questa volta nella parte della Svizzera tedesca. Questa fu solo la prima delle enormi difficoltà che mi aspettavano, un modo immediato per immergermi nello spirito del viaggio. Non avevo mai affrontato una pedalata così estenuante.
Un’altra difficoltà non da poco, era la lingua. Non sapevo neanche una parola di tedesco. Nonostante vivessi da circa un anno e mezzo a Londra, il mio inglese era ancora pessimo. La mia scusa era che lavorando in un ristorante Italiano, con colleghi tutti Italiani, non avevo modo di impararlo.
Un altro pretesto per dare dare una scossa alla mia vita.

Libertà totale
Una volta superata la Svizzera, con non poca fatica due forature, era il momento di attraversare la Francia. Il paesaggio cambiava radicalmente. Dalle cime innevate e dai panorami mozzafiato, si passava a distese infinite di campi coltivati. A volte senza neanche un albero all’orizzonte. Le strade rettilinee salivano e scendevano continuamente. Passai dai 5 gradi delle Alpi svizzere ai 40 gradi delle campagne francesi.
Durante il viaggio mi trovai più volte in situazioni estremamente complicate. Ad esempio quando mi ritrovai di sera tarda a cercare un posto dove dormire in una città in festa. Stanco dopo una giornata di pedalata. Scortato da tossicodipendenti all’hotel più vicino. Pieno come gli altri 5 dove cercai ristoro. Oppure quando sono stato costretto a dormire in una stazione ferroviaria. Completamente ustionato e febbricitante dopo una giornata sotto un sole cocente.
Ma mi sono capitate anche cose molto belle e memorabili. Come quando sono stato ospitato da uno sconosciuto durante una tempesta violentissima. Lo stesso sconosciuto che mi offri un tè caldo e un asciugamano asciutto. Oppure quel simpaticissimo ottantenne che mi ha tenuto compagnia in una stazione Francese mentre aspettavo un treno.
Ma senza ombra di dubbio, i momenti migliori li ho passati in tenda. Dopo ore ed ore di pedalata, potersi sdraiare in totale tranquillità e riposarsi in mezzo alla natura, è un emozione indescrivibile.

Questo viaggio mi regalò emozioni infinite, alcune contrastanti tra loro. Mi fece crescere e maturare enormemente. Mi insegnò a godermi ogni singolo momento del viaggio. Senza pensare a cosa potesse accadere. Dovevo concentrarmi solo sul momento presente. Una pedalata dopo l’altra
Non dimenticarti
Un viaggio del genere ti apre la mente. Ti fa vedere la realtà da prospettive diverse. Ti insegna a cavartela in qualsiasi situazione con ciò che hai a disposizione. Oltre che accrescere enormemente la sicurezze in te stesso.
A quel tempo non ero appassionato di viaggi o di vlog. Registrai solo qualche clip random con una vecchia GoPro4. Nonostante ciò, riuscii a creare un video che racconta i momenti più salienti dell’avventura.
Clicca sul link qui sotto per vederlo:
Recentemente ho pubblicato un libro che racconta questa mia impresa eccezionale. Narra dall’idea alla preparazione e alla realizzazione. Passa in rassegna tutti i dettagli del viaggio. Mette in luce gli aspetti positivi e negativi che ho incontrato lungo il percorso. È disponibile su Amazon, sia in formato digitale che cartaceo. Ti assicuro che sarà una lettura leggera e scorrevole, più un racconto del viaggio che un romanzo.

Clicca sul pulsante qui sotto. Lasciati catturare dal racconto.
Magari riuscirai a trovare l’ispirazione per compiere quel viaggio che hai sempre sognato e che non hai mai avuto il coraggio di fare.
Solo quando oserai uscire dalla tua comfort zone potrai dire di vivere veramente.
Ti invito anche a leggere il blog del viaggio in camper. Sempre da Milano a Londra, un altro modo di viaggiare molto più comodo.
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