L’inizio di un viaggio infinito
Il primo vero viaggio all’avventura che abbiamo fatto Eva ed io era in Italia nel 2014. Siamo partiti un po’ a caso, a dire la verità, senza organizzare nulla, tranne che sapere quale zona volessimo visitare. Approfittando del ponte del due giugno, abbiamo deciso di fare il nostro primo viaggio on the road. Abbiamo trascorso tre giorni di pura libertà a visitare le campagne romagnole. Il nostro obiettivo era visitare Bologna, San Marino e San Leo. Era l’unica cosa che sapevamo. Per il resto, ci saremmo affidati al destino.
Eravamo fidanzati da solamente sette mesi. Perciò non vivevamo ancora insieme. Io abitavo ancora con mia madre nel piccolissimo paesello in collina sul lago Maggiore. Lei invece viveva con suo padre e la compagna nelle risaie novaresi. A quel tempo guidavo un vecchio fuoristrada del ’92.

Mi dava tantissime soddisfazioni, ma anche moltissimi problemi. Fare un viaggio con quel mezzo non sarebbe stata l’idea migliore. Il lavoro che facevo mi permetteva di avere tutti i week end liberi. Perciò il sabato mattina mi svegliai di buona ora. Caricai lo zaino su “Berty” (è il nome che gli avevo dato al mio fuoristrada). Dopo quaranta minuti circa arrivai a Trecate. Da lì, avremmo preso la sua macchina. Era una Ford Fusion comodissima. Rispetto alla mia, sembrava di viaggiare sulle nuvole. Dopo avere fatto il pieno di benzina ci siamo messi subito in marcia verso la prima tappa.
Ancora non ne ero consapevole, ma con questo viaggio, stavo uscendo per la mia primissima volta dalla comfort zone. ti invito a leggere il mio libro cliccando la foto qui sotto.

Prima tappa: Bologna
Anche se relativamente vicino a casa, circa tre ore di strada, non avevo mai visitato questa città. Una volta arrivati, parcheggiai la macchina in una stradina poco lontano dal centro. Era raggiungibile in una decina di minuti di passeggiata. Mi colpì subito l’ingresso alla città con questa galleria pedonale sotto una miriade di archi. Ne avevo sempre sentito parlare, ma mai vista di persona. Iniziammo a esplorare la zona senza avere una meta precisa. Camminavamo dove ci portavano le gambe. A un certo punto arrivammo alla piazza centrale con le due torri, una visivamente storta.

Mi colpiva molto quello stile antico che dalle mie parti non c’era. Incuriositi, decidemmo di salire sulla torre degli asinelli. Era alta quasi cento metri e con circa 498 gradini. Con non poca fatica, arrivammo finalmente in cima. Ci ritrovammo ad ammirare Bologna dall’alto. Un vero spettacolo. Una stupenda giornata di sole rendeva le cose ancora più magiche.

La fatica ne è valsa la pena
Il tempo di prendere fiato e goderci un po’ il panorama e giù ancora per i quasi 500 gradini. Una volta arrivati con i piedi per terra, abbiamo iniziato a girare per le vie del paese. Ci incantavamo a ogni dettaglio. Ogni cosa ci passava davanti agli occhi. Cercavamo di memorizzare per sempre quel ricordo. Volevamo custodire quelle emozioni del nostro primo viaggio. Continuammo a girare per la città visitando cattedrali, chiese e luoghi d’interesse. In poche parole, facevamo i turisti. In quegli anni non avevo ancora la passione per il videomaking. Né avevo quella per le foto. Per fortuna, Eva aveva una vecchia macchina fotografica con cui immortalare ogni istante.
Visitammo tutta la città, o meglio, tutto il centro città. Ci lasciammo trasportare dalle nostre gambe, con qualche pausa qui e là. Bevuto qualche bottiglietta d’acqua, mangiato un panino e un gelato, arrivò sera. In serata potevamo ammirare il capoluogo Emiliano sotto una luce diversa. Vederla di giorno fa un effetto. Vederla di sera sotto le luci dei lampioni o un cielo stellato regala tutt’altre emozioni. Ci è piaciuta molto come città. Visto che avevamo circa due ore per raggiungere la prossima tappa, dovevamo metterci in marcia.
Per noi è stato il primo viaggio “senza tempo”, andavamo dove volevamo e quando volevamo, senza guardare l’orologio.
E te ci riusciresti a vivere anche solo una giornata senza guardare l’orologio?
Leggi QUESTO articolo e fammelo sapere sotto nei commenti.
Viaggio verso San Marino
Arrivammo che era buio e dovevamo cercare un posto dove dormire. Essendo un viaggio on the road, ovviamente dormivamo in macchina. C’eravamo attrezzati con un lenzuolo matrimoniale da metterci sopra per coprirla e riuscire a dormire tranquilli. Anche se la prima notte ci fermammo appena fuori San Marino su una strada di passaggio, riuscimmo a dormire poco. Il rumore delle auto di passaggio ci disturbava. L’ansia della prima notte fuori aumentava il disagio. Inoltre, la macchina non era comodissima per dormirci. Ma la notte passò senza troppi problemi.
Svegliati dalla luce del sole, ci preparammo lavandoci con le salviette deumidificate. Ci cambiammo ed entrammo in San Marino. Eravamo parcheggiati letteralmente fuori dalla città, a circa dieci metri dal cartello d’ingresso. In soli cinque minuti arrivammo alle porte del castello. Ci ero già stato un paio di volte, però mi affascina sempre rivederla. Per chi non lo sapesse, San Marino è uno stato a sé. Ha le sue leggi, la sua bandiera e le sue targhe personalizzate. È uno stato dentro uno stato, insomma.
Il bello di questo posto è che è edificato su una collina. In cima c’è un castello medioevale da cui si può ammirare una vista mozzafiato.

Questione d’improvvisazione
Abbiamo passato quasi tutto il giorno a visitare il castello, le segrete e i vari musei. Anche qui eravamo affascinati da quest’architettura così diversa da quella a cui eravamo abituati. Non avevamo molta esperienza nel viaggiare ed esplorare. Perciò, anche qui siamo andati un po’ allo sbaraglio. Ci siamo lasciati trasportare dalle molteplici viette che costituiscono la città. Lo scopo di questi tre giorni non era solo di esplorare posti nuovi. Era incentrato sul fare un viaggio on the road. Partire e improvvisare tutto strada facendo. Questa è la vera magia del viaggiare liberi.
Per visitare il centro della città non ci si mette moltissimo. In qualche ora abbiamo visto tutto. Essendo appunto in viaggio, ce la siamo presa con estrema calma. Abbiamo fatto le nostre foto e ci siamo riposati su panchine per decine di minuti. Ci siamo rinfrescati con bevande fresche. Insomma, eravamo lì per goderci la vita senza pensieri. Non avevamo la preoccupazione di cosa sarebbe successo dopo. Ci volevamo assaporare il momento e la giornata.
Con le prime luci della sera ci spostammo verso San Leo. Era un borgo molto più piccolo a circa mezz’ora di macchina da dove eravamo. Qui il posto per passare la notte lo trovammo subito. C’era un parcheggio molto grosso ai piedi della città ed era anche vuoto. Trovammo il nostro posticino e ci parcheggiammo. Eravamo a circa cinque minuti a piedi dal centro storico. Allora decidemmo di farci una passeggiata serale alla ricerca di qualcosa da mangiare. Non c’era quasi nulla se non un piccolo bar aperto. Ci prendemmo due panini e un bel caffè. Ci fermammo un momento per goderci nuovamente la pace. Era la tranquillità che ci circondava.
Un alloggio insolito
Dopo un’oretta circa tornammo alla macchina. La coprimmo con il nostro lenzuolo. Il gioco era fatto. Avevamo un posto dove dormire.

Rimanemmo un po’ a parlare prima di addormentarci, con l’intenzione di svegliarci presto il giorno dopo. Il mattino seguente, un bambino scese dal camper parcheggiato vicino a noi. Iniziò a urlare prima che aprissimo gli occhi. Questo ci costrinse ad alzarci. Dopo esserci preparati e cambiati, eravamo pronti a esplorare anche questo nuovo borgo.

Il centro di San Leo è molto piccolo ed esplorabile interamente a piedi in poche ore. Oltre alla magnifica vista sulle colline, qui si può visitare esternamente anche la torre civica e la cattedrale. Tutto è in stile medioevale. Ovviamente, anche qui ci perdemmo in giro per le varie vie e passammo la giornata in totale pace e tranquillità. Facemmo un pic-nic nel parco lì vicino e ci rilassammo sotto il caldo sole del due giugno.
Cosi arrivò l’ora di ritornare a casa. Ci aspettavano quasi 400 km. Partimmo subito dopo pranzo pensando così di evitare tutto il traffico del rientro. Tuttavia, non servì a nulla. Rimanemmo imbottigliati comunque, mettendoci quasi cinque ore per tornare a Trecate.
il vero viaggio inizia dentro di noi
Questi tre giorni sono stati molto emozionanti. Ci hanno regalato delle emozioni e impresso sulla pelle delle esperienze indimenticabili. Tre giorni di pura libertà e spensieratezza, senza problemi e senza preoccupazioni. A volte siamo così immersi nella routine quotidiana che non ci prendiamo neanche un momento per noi stessi. Se decidiamo di staccare un attimo, tendiamo a programmare quasi tutto. A volte è davvero bello e liberatorio lasciarsi andare. Affidiamoci al destino, fissiamo solamente pochi punti chiave e seguiamo il cuore. Lasciamo che il tempo faccia il suo corso.

Qual’è stato il tuo primissimo viaggio? Anche se non è stato il più emozionante, potrebbe essere durato più giorni. Oppure, magari è durato un solo giorno o anche qualche ora. Fammelo sapere qui sotto nei commenti.











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