
Un vero esploratore sa che la destinazione è solo una parte del viaggio. Per noi, l’Isola di Wight non è stata solo una meta, ma un’esperienza da vivere passo dopo passo, respirando l’anima di un luogo selvaggio e accogliente. Preparatevi a un’avventura fatta di fatica, meraviglia e imprevisti che, come un tesoro nascosto, si sono rivelati la parte più preziosa della spedizione. Non hai tempo? Vai dritto alla mappa Giuvinot.
In breve
Distanza
154 km ad anello
Quando
Giugno 2018, 8 giorni a piedi
Come
In tenda, con un carrettino da 50 kg
La nostra avventura è iniziata all’alba a Londra. Niente valigie comode, ma un carrettino stracarico di tende, sacchi a pelo, cibo e tutto il necessario per due settimane a piedi. Montarlo in strada, caricarlo e incastrare tutto a mo’ di Tetris è stato un vero e proprio allenamento prima ancora di iniziare a camminare.

La rotta verso l’isola si è rivelata la prima prova di resilienza. I pullman ci hanno negato il trasporto. Abbiamo preso al volo un autobus all’ultimo. Abbiamo conquistato un treno con il carrettino nella zona disabili. Finalmente, l’odore del mare ci ha accolto a Portsmouth. Dopo 45 minuti di vento salato e libertà sul traghetto, siamo arrivati.
Il primo giorno è stato un concentrato di emozioni: pranzo al sacco, un tratto costiero di 14 chilometri con saliscendi e un carrettino da 50 chili. Ma la fatica si è sciolta all’improvviso quando abbiamo scoperto il “Monkey Haven”, un paradiso di scimmie, gufi e rettili che ci ha regalato un momento di pura magia. La giornata si è conclusa con l’allestimento della tenda in un luogo perfetto, pronti per un po’ di relax. Era stato un primo giorno intenso, ma l’avventura era appena iniziata.
Dal diario di Eva
Ore 7:30, primo pullman: l’autista ci nega l’accesso perché il tragitto è troppo lungo. Piano B, un altro bus: l’autista ci fa salire. Primo peso andato. Ma il traffico di Londra in orario di lavoro non perdona: arriviamo in stazione che mancano 8 minuti alla partenza del treno. E non siamo solo a piedi, abbiamo un carrettino da 50 kg da spingere.
Sul treno troviamo lo spazio per le persone con disabilità e ci sistemiamo lì senza dar fastidio a nessuno (pronti a spostarci, se qualcuno ne avesse avuto bisogno). Poi l’aria marina ci travolge appena scesi a Portsmouth. In mezzo al mare, la terraferma in lontananza, l’arietta salata che ti coccola: che libertà.
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La sfida inaspettata: un carrettino rotto e la magia di un incontro
La nostra esplorazione è iniziata con una vera e propria prova del destino. Già dal secondo giorno, il nostro fidato carrettino, carico di equipaggiamento, ha ceduto. La ruota non si fissava più, e il peso dei nostri zaini sembrava moltiplicato. La frustrazione, per un attimo, ha minacciato di farci crollare.
Ma i Giuvinot non si arrendono mai. Dopo svariati tentativi e un’ora di prove disperate, una coppia di irlandesi, veri angeli custodi, è comparsa all’orizzonte. Con creatività e strumenti improvvisati – tra cui due spade di legno giocattolo! – hanno riparato il carrettino. Quel gesto ci ha insegnato che ogni grande impresa richiede resilienza e apertura verso gli altri. Da quel momento, con la nostra bussola morale ben salda, nulla ci avrebbe più fermato.
Dal diario di Eva
Siamo davanti al castello di Carisbrooke, stanchi morti, e proviamo ad aggiustarlo un’altra volta con le corde. Passa una coppia di irlandesi e ci chiede se è tutto ok. Lui ci offre i suoi attrezzi da bici, ma niente. Poi: “Ragazzi, aspettate!”.
Lo vediamo andare nel bosco e tornare con due bastoni, troppo deboli. Allora sparisce dentro il castello e due secondi dopo esce con due spade di legno per bambini. Ci mette le fascette, tic e tac, e tiene. La ruota tiene! Un miracolo. Giorni dopo, le spade e i lacci tenevano ancora.
Sulle tracce dell’Isola di Wight
L’Isola di Wight si è svelata ai nostri occhi come una mappa di tesori naturali: dolci colline che si tuffano nell’oceano, foreste silenziose e sentieri che solo pochi temerari possono percorrere. Ogni passo era una scoperta, ogni salita una conquista.
Le imponenti scogliere di gesso di The Needles ci hanno accolto con la loro maestosità. Nonostante il cielo velato, la vista era mozzafiato. Arrivati in cima, ci siamo sentiti i padroni del mondo, con l’oceano che si estendeva a perdita d’occhio sotto di noi. Era il momento in cui l’esploratore si sente davvero a casa.

La vera essenza dell’isola non si trova solo nelle sue spiagge, ma anche nei piccoli villaggi e nelle fattorie che abbiamo incontrato lungo il cammino. Luoghi dove l’onestà è la moneta di scambio: piccole bancarelle a bordo strada che vendono prodotti freschi, dove la fiducia è l’unico sistema di pagamento.
La visita alla Garlic Farm è stata un’esperienza sensoriale unica: abbiamo esplorato le coltivazioni, scoperto diverse specie di aglio e assaggiato piatti locali. Solo un’avventura a piedi ti concede il lusso di assaporare ogni istante con tutti i sensi.
Ecco perché mi piace viaggiare a piedi e non in auto: si possono scoprire posti dove le auto non possono andare.
Eva
Le sfide che forgiano l’anima dell’esploratore sull’Isola di Wight
Non tutte le giornate sono state facili. Abbiamo affrontato strade senza marciapiede, salite sotto il sole cocente e discese ripide. Ogni ostacolo ci ha resi più forti. La stanchezza a volte si faceva sentire, ma una sosta all’ombra di un albero o la brezza marina tra i capelli bastava a ricaricare le batterie.

Anche le notti non sono state prive di sorprese, con il suono di animali notturni che si aggiravano intorno alla nostra tenda. Ma la bellezza del viaggio e la connessione con la natura hanno reso ogni piccolo disagio un ricordo indimenticabile.
Dal diario di Eva
Notte fonda, che paura: volpi e animali in giro a rovistare nei bidoni. Il rumore sembrava un vecchio che tirava a sé una borsa di nylon nero. Ok, mi faccio i film, ma la paura restava.
Ma ci sono state anche le altre notti. Siamo nel prato di una chiesetta, apro la tenda e… in mezzo al nulla, nessuna nuvola, un cielo blu notte acceso da tantissime stelle. Mi riaddormento così.
Il nostro lascito: il viaggio non è mai solo spostarsi
Il nostro viaggio a piedi nell’Isola di Wight è stato un misto di emozioni, un’avventura che ci ha messo alla prova e ci ha premiato. Ogni salita, ogni ostacolo e ogni paesaggio mozzafiato hanno contribuito a rendere l’esperienza unica. Non si tratta solo di esplorare luoghi, ma di scoprire sé stessi, imparando che anche un piccolo imprevisto può trasformarsi nel momento più prezioso del viaggio.
Per noi Giuvinot, camminare è l’unico modo per conoscere davvero un luogo: un passo alla volta, respirando ogni emozione e vivendo l’avventura fino in fondo.
Info pratiche se vuoi rifarlo
- Quando: noi siamo partiti a inizio giugno 2018. I prezzi qui sotto sono quelli di allora: verificali prima di partire
- Da Londra: bus fino a Waterloo (circa 1 ora), treno Waterloo–Portsmouth Harbour (circa 1 ora e mezza, noi abbiamo pagato 27 £ andata e ritorno), poi traghetto Wightlink da Portsmouth (Gunwharf) a Fishbourne (circa 45 minuti, 24 £ andata e ritorno). Altre tratte: Lymington–Yarmouth e Southampton–Cowes
- Il giro: circa 150 km in senso antiorario partendo da Fishbourne, in 8 giorni di cammino. Le tappe che abbiamo toccato: Monkey Haven, Osborne House (da fuori), il Floating Bridge tra East Cowes e Cowes, la ciclabile lungo il fiume fino a Newport, il castello di Carisbrooke, The Needles e Alum Bay, il faro di St Catherine, Ventnor, la Garlic Farm, Sandown e Bembridge
- Budget: avevamo previsto circa 300 £ a testa, di cui circa 150 £ di attrezzatura, 50 £ di cibo e 40 £ di campeggi
- Dove dormire: in tenda, alternando campeggi (docce calde e lavanderia) e qualche notte in hotel a Newport e Sandown quando serviva una pausa. In Inghilterra il campeggio libero non è consentito senza il permesso del proprietario del terreno: per stare tranquilli, scegli i campeggi dell’isola
- Attrezzatura: tenda, fornelletto a gas, sacchi a pelo, materassini, sgabelli e un carrettino. Se usi un carrettino, sceglilo con ruote robuste e freni: le salite e discese arrivano al 25%. In alternativa, zaino leggero
- Strade: molti tratti sono senza marciapiede. Un giubbotto catarifrangente aiuta, e il sentiero costiero pedonale non sempre è percorribile con le ruote
- Cosa non sottovalutare: il sole (porta crema e cappello), l’acqua (in certi tratti non ci sono negozi per chilometri) e il freddo di notte, anche a giugno

E tu, Giuvinot, partiresti a piedi con la casa sulle spalle? Raccontacelo nei commenti.
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