Sei mai stato in Marocco?
Purtroppo noi italiani abbiamo una concezione del Marocco del tutto sbagliata.
Basta pensare ai Marocchini che subito li etichettiamo come persone cattive, sporche e senza rispetto.
Per occhi inesperti può sembrare così, se non si considera tutto il background.
Iniziamo dicendo che, personalmente, ho visto una netta differenza. Questa differenza è tra i Marocchini che vivono in Italia e quelli che vivono in Marocco.
Quelli che vivono in Italia, è vero che molti di loro non hanno rispetto. Ai nostri occhi, ci sembrano sporchi. Però dobbiamo anche considerare da dove arrivano. Dobbiamo considerare come sono sempre stati abituati a vivere. Gli standard che hanno in Marocco sono molto differenti dai nostri standard Italiani, soprattutto per quanto riguarda la pulizia.
Quello che noi potremmo considerare sbagliato, magari per loro è del tutto normale.
Considerate anche che si sentono così liberi di fare tutto quello che vogliono (o quasi). Questo accade perché c’è qualcuno che glielo permette, lo stato Italiano in questo caso.
Basta guardare come si comportano gli Italiano quando vanno in vacanza all’estero. Fanno casino e sporcano. Non hanno rispetto e pretendono che gli altri stiano alle loro esigenze. Per fortuna non siamo tutti così.
Perciò, non possiamo pretendere che gli stranieri seguano alla lettera le nostre regole. Noi stessi siamo i primi a non seguirle. Le infrangiamo quando siamo a casa degli altri.
Totalmente diverso invece per quanto riguarda i Marocchini che vivono in Marocco.
In un contesto completamente diverso dal nostro, non ci si fa neanche caso a molte cose. Come già detto, lo standard igenico è molto diverso dal nostro. E va benissimo così.

E se fosse una fregatura?
Siamo andati a visitare questo bellissimo paese a novembre 2022, come regalo per il nostro anniversario dei 9 anni.
In quel periodo eravamo ritornati in Italia a vivere da circa tre anni. Amaramente, quando Eva mi propose di andare a fare un viaggio in Marocco, il mio primissimo pensiero fu: “Ma perché devo andare in quel paese?”. Non ne capivo il motivo. E se mi fosse successo qualcosa di brutto? Fortunatamente, riuscii a scacciare immediatamente quel pensiero. Tuttavia, il solo fatto di averlo pensato inconsciamente mi ha acceso un campanello d’allarme.
Mi stavo chiudendo nuovamente nella mia zona sicura.
Per tutto il periodo prima della partenza, mi veniva in mente quella frase ogni tanto. Un senso di ansia leggera mi saliva, che prontamente soffocai sul nascere.
Prima di partire prenotammo una guida turistica direttamente in Marocco. Evitammo tour operator italiani principalmente per due motivi. In primis, ci sarebbe costato il doppio. Inoltre, appoggiandoci a una guida del posto che vive effettivamente lì, avremmo evitato tutte quelle cose turistiche. In questo modo, avremmo vissuto di più il vero Marocco.
Ammetto che fino a che non siamo atterrati in aeroporto, avevamo sempre un po’ di quel scetticismo. Avevamo già pagato tutto in anticipo. La nostra paura era che non ci fosse stato nessuno ad aspettarci al nostro arrivo.
Sapevamo solo che dovevamo incontrarci con Mohamed, visto solo in foto.
Appena arrivati si presentò a noi un’altra persona, che si chiamava sempre Mohamed. Si creò un po di confusione iniziale, ma chiarita immediatamente dopo. L’uomo ci spiegò che quello è un nome estremamente comune in Marocco. Di solito, è usato come secondo nome. Ecco spiegato perché entrambi si chiamavano Mohamed.
Marocco: Un viaggio oltre le aspettative
Una volta superato lo scoglio di scetticismo iniziale, tutto andò alla stragrande. Ci incontrammo poco dopo con la nostra guida, Mohamed El-baz. Che per comodità chiamammo solo El-Baz. Era un uomo gentilissimo e simpaticissimo. Lui ci fece da guida personale per tutto il tempo della nostra permanenza in Marocco.
Eravamo solo noi tre, ci portò ad esplorare moltissime cose, facendoci vivere emozioni uniche.
Non so quanti chilometri abbiamo fatto in totale, ma sicuramente abbiamo superato i tremila. Abbiamo esplorato la capitale, Marrakesh. Addentrarsi nella Medina è un’esperienza unica: un vero e proprio labirinto nel cuore della città. Le sue strade, così incredibilmente strette, sono un’esplosione di vita grazie ai bazar che si stringono uno all’altro.

Ma quello che ci ha impressionato più di tutto, era la quantità immensa di gente. Motorini e carretti condividevano quelle stradine larghe solamente due o tre metri. In alcune, c’erano pesino dei ristorantini. I tavolini erano fuori dove i motorini passavano a meno di un metro da te mentre mangiavi. Alzavano talvolta polveroni.
Riflettici!
In quei posti lo spazio personale è messo a dura prova, e non solo quello.
Ci siamo ritrovati catapultati in una realtà nettamente diversa dalla nostra. A volte, abbiamo assistito a scene non molto piacevoli. Ci è capitato di vedere, appena fuori dal nostro Riad, gattini appena nati in fin di vita. Questo accadeva per mancanza di cibo o perché erano affetti da malattie. Ripassando la sera stessa, trovammo quel gattino senza vita, esattamente dove lo avevamo visto quella mattina.
Ci è capitato di vedere spesso anche mendicanti chiedere l elemosina, in stati davvero pietosi. O persone che dormivano in mezzo all’immondizia in qualche angolo di strada.

Dobbiamo considerare che il Marocco è uno stato economicamente più povero dell’Italia. Vedere certe situazioni è la normalità, anche se non fa per nulla piacere.
Per questo non dobbiamo giudicare i Marocchini che vengono in Italia. Essi arrivano da una realtà così opposta alla nostra. Per loro, certi comportamenti sono del tutto normali.
Un’esperienza indimenticabile
Dopo aver visitato la capitale, sempre in compagnia della nostra guida El-Baz. Ci ha portato a centinaia di chilometri di distanza. Abbiamo visitato il deserto del Sahara, cavalcato dromedari, ammirato il tramonto, guardando il sole nascondersi dietro le dune di sabbia. Fino a raggiungere una accampamento disperso nel nulla, dormito in una tenda in mezzo al deserto. Una delle esperienze più belle che abbia mai fatto in vita mia.

Abbiamo fatto un giro su una jeep 4×4 scavalcando dune immense.
Ma una delle esperienze più toccanti è stata senza dubbio aver visitato un villaggio BereBere. È conosciuto anche come i Berberi del deserto.
Famiglie che vivono a decine di chilometri dalla civiltà, senza energia elettrica o acqua potabile. Sono costretti a percorrere anche 20 chilometri al giorno per andare a fare rifornimento d’acqua. Vivono in condizioni che noi europei non possiamo neanche immaginare.

Lezioni di vita vera
C’era questa bambina di soli due anni. Aveva un’infezione ad un occhio causata dalle migliaia di mosche che le svolazzavano in faccia. Viveva in tende costruite con stracci.
Quella situazione ci ha scosso abbastanza. Noi siamo sempre stati abituati a vivere nel lusso di una casa con tutte le comodità. Per lei è normale vivere in mezzo alla polvere, senza luce e senza acqua. Mangia solo quando se lo può permettere.

Siamo stati ospiti a casa di amici di El-Baz. Appena entrati, abbiamo realizzato subito che le loro abitazioni erano di una semplicità disarmante. Non c’erano arredamenti. Sedevano direttamente per terra su tappeti fatti a mano. Appena entrati, trovammo una donna che stava allattando un bambino piccolo. Appena ci vide, ci chiese subito se volessimo tenerlo in braccio. Non mi fu ben chiaro il significato di quel gesto.
Ospitalità marocchina
Ma quello che mi sorprese, ovunque andassimo, è la loro cordialità ed ospitalità.
Hanno questa fantastica abitudine e tradizione di offrire del Tè agli ospiti. Praticano un rituale ben preciso prima di servirlo. Prima versano un goccio nel bicchiere e lo fanno volteggiare. Poi lo riversano nella teiera. Successivamente, lo versano di nuovo nel bicchiere con un gesto molto pittoresco. Allontanando il più possibile la teiera dal bicchiere.

Oltre a questo abbiamo visitato moltissime altre cose estremamente interessanti. Abbiamo visto mercati tipici con banchi strapieni di ogni varietà di spezie locali. Piantagioni infinite di datteri. L’altopiano più famoso del Marocco. Ex città ora abbandonate. E moltissimo altro ancora.
È stato uno dei viaggi che mi è rimasto più impresso di tutti. La sua semplicità mi ha colpito profondamente. Allo stesso tempo, ho apprezzato la vera anima di quella terra.
Dopo quel viaggio ho davvero rivalutato il popolo Marocchino, sono delle persone stupende, gentili e piene di umanità.
È proprio vero che per apprezzare in pieno un popolo, bisogna passare del tempo con loro. Mangiare il loro cibo, vestire i loro panni, camminare nelle loro scarpe e vivere la loro quotidianità.
Iniziamo a farci delle domande. Smettiamo di giudicare le altre persone solo perché sono diverse da noi. Domandatevi cosa hanno passato e da dove arrivano prima di tratte conclusioni.
Guardiamo noi stessi, prima di guardare gli altri.
Se vuoi farti un idea più precisa di tutto questo viaggio in Marocco, ti consiglio di andare a vedere i nostri video su Youtube:
Spingiti sempre fuori dalla tua comfort zone, sopratutto quando qualcosa ti spaventa. Affronta le tue paure, vedrai che ne uscirai molto più forte e cresciuto interiormente.
Lasciati ispirare da qualche articolo riflessivo.
E te cosa ne pensi del popolo marocchino? Sei mai stato in Marocco?
Fammelo sapere nei commenti.
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